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Tracce di scrittura per prof a corto di idee!

Uso e abuso del verbo dire 11/01/2011

Filed under: Ampliamento lessicale — ilcastelloerrante @ 22:29
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Senza dubbio il verbo “dire”, insieme forse con “fare”, è il verbo preferito dai ragazzi, che ne fanno largo uso (e abuso!) nei testi, creando a volte effetti grotteschi. Insistiamo dunque un po’ sull’utilizzo di appropriati sinonimi, che rendono il testo più scorrevole e ricco di sfumature. Ecco un possibile esercizio:

Sostituisci le espressioni in grassetto contenenti il verbo “dire” con i sinonimi proposti in fondo al brano:

Ieri mia mamma mi ha detto che quando era piccola aveva detto ad una sua amica un segreto, ma lei lo aveva detto a tutti. Perciò mia mamma le aveva detto con rabbia che per lei la loro amicizia non voleva più dire niente e che non le avrebbe mai più detto ciao in vita sua. Allora la sua amica le disse sottovoce che le dispiaceva molto, ma mia madre la allontanò dicendole che non riusciva a perdonarla; corse poi piangendo da mia nonna, la quale le disse di non fidarsi mai più delle persone che non facevano attenzione a quello che dicevano in giro!

urlare – confessare – raccontare – spifferare – ribadire – significare – rivelare – salutare – confidare – raccomandare

Ed ecco il nuovo testo:

Ieri mia mamma mi ha raccontato che quando era piccola aveva confidato ad una sua amica un segreto, ma lei lo aveva rivelato a tutti. Perciò mia mamma le aveva urlato che per lei la loro amicizia non significava più niente e che non l’avrebbe mai più salutata in vita sua. Allora la sua amica le confessò che le dispiaceva molto, ma mia madre la allontanò ribadendo che non riusciva a perdonarla; corse poi piangendo da mia nonna, la quale le raccomandò di non fidarsi mai più delle persone che non facevano attenzione a quello che spifferavano in giro!

Alla fine dell’attività sarà bene far confrontare i due testi ai ragazzi e discutere con loro delle scelte stilistiche effettuate.

 

Dal presente al passato… 08/01/2011

Filed under: Tempi verbali — ilcastelloerrante @ 14:06
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Uno dei principali errori compiuti dai ragazzi nello scrivere un testo riguarda l’uso dei tempi dei verbi. Mi è capitato di correggere un tema (giuro!) in cui si alternavano rigorosamente un verbo al presente ed uno al passato… terribile!
Questo, secondo me, succede perché durante l’ora di grammatica tendiamo a soffermarci molto di più sulle categorizzazioni esteriori del verbo (verbi transitivi e intransitivi, sovrabbondanti e difettivi…), ma poi non insistiamo abbastanza sull’uso dei tempi dei verbi, sulla consecutio, sui rapporti di anteriorità e posteriorità, sulle differenti scelte stilistiche.

Un esercizio che può sicuramente aiutare è quello della trasformazione dei testi. Prendiamo ad esempio una brano di Loredana Frescura, tratto dal suo romanzo “Non mi piace il fatto che sei bella”:

La scuola di danza della signora Beatrice sta all’angolo tra via Aldo Moro e via Allende. Ci vogliono tre fermate di autobus da casa mia e cinque rampe di scale. La signora Beatrice ha vietato alle sue allieve l’uso dell’ascensore; qualcuna, a volte, ci si infila in punta di piedi. Mai nessuna è riuscita a farla franca: la signora Beatrice l’attende sul portone con un sorrisetto maligno sulle labbra ed è lei stessa che apre la porta dell’ascensore.Non so come fa, se ha le telecamere nascoste all’ingresso o una sfera di cristallo nascosta sotto qualche tappeto orientale.La sua palestra mi piace davvero; somiglia più a un osservatorio astronomico; i soffitti sono dipinti di azzurro. Il sistema solare completo spazia senza alcun senso delle proporzioni tra un angolo e l’altro: anche il terzo marito ha voluto lasciare un tocco indelebile della sua passione per il cielo.Dalla musica capisco che è già iniziata la lezione con gli esercizi di riscaldamento.

Possiamo proporre ai ragazzi di trasformare la storia al passato, facendo attenzione ai rapporti di anteriorità/posteriorità.

La scuola di danza della signora Beatrice stava all’angolo tra via Aldo Moro e via Allende. Ci volevano tre fermate di autobus da casa mia e cinque rampe di scale. La signora Beatrice aveva vietato alle sue allieve l’uso dell’ascensore…

Un esercizio del genere fa riflettere moltissimo su molteplici aspetti della lingua e può essere proposto a vari livelli: con i ragazzi più piccoli si lavorerà in modo intuitivo, sul piano del prima/dopo, con quelli più grandi si potrà iniziare a spiegare le scelte verbali, come ad esempio il congiuntivo nelle interrogative indirette (non sapevo come facesse…) oppure l’aspetto perfettivo e puntuale del passato remoto (dalla musica capii…) in contrasto a quello durativo dell’imperfetto.

Un esercizio non risolve niente, ma sicuramente tanti esercizi migliorano la situazione!