ilcastelloerrante

Tracce di scrittura per prof a corto di idee!

Piacere sono Google… 14/01/2011

Filed under: Testo descrittivo,Testo narrativo — ilcastelloerrante @ 17:45
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Internet University Cast

[Immagine tratta da DeviantArt-© dell’Autore]

E se improvvisamente i nostri siti preferiti diventassero persone in carne ed ossa? Come te li immagini? Cosa ti potrebbero raccontare? In quali avventure ti coinvolgerebbero?

E tu, se potessi diventare un sito, quale sceglieresti?

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La descrizione soggettiva 10/01/2011

Filed under: Testo descrittivo — ilcastelloerrante @ 19:00
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Come tutte le buone grammatiche ci insegnano, il testo descrittivo può essere di due tipi: oggettivo o soggettivo. La descrizione oggettiva è di tipo scientifico, impersonale: si adatta bene, ad esempio, ad un rivista naturalistica o ad una enciclopedia. La descrizione soggettiva invece coinvolge il punto di vista dell’autore e le sensazioni che intende veicolarci… magari con la sua descrizione vuole farci paura, oppure ci vuole comunicare un senso di pace e serenità.

Uno splendido esempio di descrizione soggettiva possiamo trovarlo in Pinocchio di Carlo Collodi, precisamente nelle pagine dedicate a Mangiafuoco:

Allora uscì fuori il burattinaio [Mangiafuoco], un omone così brutto, che metteva paura soltanto a guardarlo. Aveva una barbaccia nera come uno scarabocchio d’inchiostro, e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra: basta dire che, quando camminava, se la pestava coi piedi. La sua bocca era larga come un forno, i suoi occhi parevano due lanterne di vetro rosso, col lume acceso di dietro, e con le mani faceva schioccare una grossa frusta, fatta di serpenti e di code di volpe attorcigliate insieme. All’apparizione inaspettata del burattinaio, ammutolirono tutti: nessuno fiatò più. Si sarebbe sentito volare una mosca. Quei poveri burattini, maschi e femmine, tremavano tutti come tante foglie.

Cerchiamo insieme ai ragazzi gli elementi che caratterizzano questa descrizione:

  • uso di nomi alterati (accrescitivi e dispregiativi): omone, barbaccia…;
  • abbondanza di aggettivi qualificativi: brutto; nera; lunga; larga; rosso; grossa; attorcigliate; inaspettata;
  • uso di paragoni e di espressioni figurate: così brutto che metteva paura soltanto a guardarlo; …nera come uno scarabocchio; tanto lunga che gli scendeva…; bocca larga come un forno; occhi parevano due lanterne…; tremavano come foglie.
  • uso di parole onomatopeiche: schioccare;
  • uso di espressioni che appartengono al campo semantico della paura: ammutolire, fiatare, tremare.

Analizzato il testo, possiamo proporre ai ragazzi varie attività:

  1. Trasforma il brano appena letto in una descrizione oggettiva (Il burattinaio era un uomo alto 1.90 con una barba di 72 cm…)
  2. Descrivi in modo soggettivo un altro personaggio a tua scelta del libro di Pinocchio (Il grillo parlante, Geppetto, il gatto o la volpe…)
 

Bestiario fantastico 01/01/2011

Filed under: Testo descrittivo,Testo informativo — ilcastelloerrante @ 20:49
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In età adolescenziale i mostri attirano molto: ecco un buon argomento da sfruttare per far scrivere un po’ i pargoli.

Possiamo iniziare l’attività stuzzicando la curiosità dei ragazzi. Ecco qualche spunto da leggere in classe:

Ctesia parla anche del manticora, una bestia che si trova presso gli Indiani e che ha il volto simile a quello degli uomini. Questa bestia è grande quanto un leone e ha il colore della pelle di un rosso simile a quello del cinabro; ha i denti disposti su tre file, le orecchie di un uomo e gli occhi glauchi simili a quelli di un uomo. La sua coda assomiglia a quella di uno scorpione di terra, misura più di un cubito ed è munita di un pungiglione. Nella coda, lateralmente, sono disposti, qua e là, altri pungiglioni, oltre a quello che, come nella coda dello scorpione, si trova sulla punta. È con questo pungiglione che il manticora colpisce chi gli si avvicina e chiunque venga da esso ferito trova una morte sicura. Se invece qualcuno lotta con il manticora a distanza, esso, sollevando la coda, si mette a saettare i suoi dardi, come da un arco, contro l’avversario che gli sta di fronte, oppure, voltandosi, cerca di colpirlo da dietro tendendo la sua coda in linea retta. Il manticora riesce a scagliare i suoi dardi fino a cento piedi di distanza e qualsiasi essere vivente venga da essi colpito (ad eccezione dell’elefante) trova una morte certa. I suoi pungiglioni misurano un piede e sono spessi quanto un giunco sottilissimo. Il termine “martichoras” significa in greco “antropofago”, proprio per il fatto che questa bestia si nutre per lo più di uomini, oltre che di altri animali. Riesce a combattere anche con le unghie (oltre che con i pungiglioni). I suoi pungiglioni – così dice Ctesia – dopo che sono stati lanciati crescono di nuovo (molti infatti è possibile trovarne in India). In India ci sono molti esemplari di manticora: gli uomini li cacciano a dorso di elefante scagliando da lì le loro frecce.

(Ctesia FrGrHist 688 F. 45, 15: Phot. Bibl. 45b 31- 46 a 12 Henry)

A questo punto ogni ragazzino sarà ansioso di inventare un proprio mostro privato. Beasterà quindi scriver alla lavagna una traccia tipo questa:

“Inventa un animale di tua fantasia creato dall’unione di altri animali realmente esistenti. Descrivine le caratteristiche fisiche ed etologiche (di cosa si nutre, come si comporta, come cura i piccoli…)”

I ragazzi si divertiranno un mondo a descrivere la loro bestiola e ad informarci con dovizia di particolari sulle sue abitudini alimentari. Mentre saranno impegnati a lavorare di fantasia, affineranno le loro capacità descrittive e inevitabilmente finiranno per imitare un buon manuale di zoologia (stilando inconsapevolmente un testo informativo/espositivo).

Alla fine dell’attività potrebbe essere carino far disegnare le graziose bestiole e appendere in classe un bel cartellone dal titolo “Mostri in mostra”. Successo garantito.